Restare per costruire: il teatro di Davide Gasparrini

Davide Gasparrini a Sala Relax racconta il suo percorso nel teatro musicale, tra Bevagna, Teatro Stabile dell’Umbria e produzione indipendente. Una conversazione su studio, sacrificio e futuro del teatro.
Davide Gasparrini ospite di Sala Relax Podcast durante la registrazione a Spoleto

Davide Gasparrini è passato da Sala Relax con un’energia che si sente subito. Viene da Bevagna, ha trent’anni e lavora nel mondo del teatro, ma più che raccontare un mestiere racconta un percorso. Uno di quelli che iniziano quasi per caso e poi, senza che te ne accorgi, diventano una direzione precisa.

La conversazione parte dal teatro musicale, da quella notte davanti alla televisione in cui scopre Moulin Rouge e capisce che canto, recitazione e danza possono stare insieme. Il giorno dopo compra Jesus Christ Superstar in dvd e qualcosa si accende. Non è solo passione per lo spettacolo: è il desiderio di costruirlo, di immaginarlo, di metterlo in piedi.

Da lì comincia tutto.

Fare teatro in Umbria senza andarsene per sempre

Davide sceglie di formarsi seriamente. Studia a Milano, alla Scuola del Teatro Musicale, si mette in gioco come attore, studia canto, danza, recitazione. Ma non perde mai il legame con Bevagna. Ogni fine settimana torna, prova con la compagnia, tiene insieme il gruppo. Perché l’idea non è scappare: è tornare.

Nel 2008 nasce Agape Teatro, una compagnia che parte dall’amicizia e cresce negli anni. Musical conosciuti, produzioni più ambiziose, collaborazioni che si allargano. Oggi Davide lavora anche con il Teatro Stabile dell’Umbria e racconta un teatro che, nonostante tutto, è vivo. Le sale sono piene, il pubblico c’è, ma è cambiato. L’attenzione è diversa, i tempi sono più veloci, il linguaggio si adatta. Il teatro, come tutto, si evolve.

Qualità e sacrificio. Se vuoi fare questo mestiere devi studiare, essere preparato e dedicarti completamente. È un mondo difficile, ma se lavori bene la risposta arriva.

In puntata si parla anche del presente: di produzioni complesse come Rent, con venticinque attori in scena, di organizzazione, di responsabilità, di tutto quello che succede prima che si apra il sipario. Perché lo spettacolo non inizia quando si accendono le luci, ma quando lo spettatore esce di casa.

Quello che emerge non è solo la storia di un attore o di un organizzatore teatrale. È la storia di qualcuno che ha scelto di costruire nel proprio territorio, di investire tempo e competenze per far crescere qualcosa che resti.

A Sala Relax si parte parlando di musical e si finisce a riflettere su cosa significhi restare, studiare e continuare a crederci anche quando è complicato.

Ci sentiamo domani!

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